18April2024

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Anno 1946 a Gerenzano - Agricoltura

ImportanzaUn rilievo che balza agli occhi, anche al profano, che visita per la prima volta la plaga, è la grande estensione di poteri coltivati.

La maggior parte del terreno è coltivato a cereali d'inverno: frumento e segale, a questo segue la coltivazione delle patate, che per il carattere del terreno, acido e alluvionale, dà prodotti ottimi, per qualità e quantità.

 

La zona, fino a poco tempo fa ai primordi dell'applicazione di fertilizzanti chimici, in seguito all'opera di penetrazione e persuasione effettuata dalla Cattedra dell'Agricoltura, ha già avuto un notevole risveglio nel campo delle concimazioni; risveglio che data l'attività e la intelligenza dell'agricoltore locale, porterà ad un notevole miglioramento economico generale.

 

Se la zona potrà nel prossimo avvenire ricevere le acque di irrigazione, siano esse sollevate dal Ticino (come già avevano progettato di fare i membri della Giunta municipale nell'agosto 1868 su disegno degli ingegneri Villoresi e Meraviglia) o del sottosuolo, si potrà in breve vedere un fortissimo aumento di tutte le produzioni locali e in conseguenza una molto maggior ricchezza affluirà alla classe agricola.

 

Superficie agraria

 

Come già dicemmo la superficie geografica è di 1091 ettari. Le acque del laghetto, gli alvei dei torrenti, le strade, le ferrovie, gli abitati e i terreni sterili per natura occupano complessivamente la superficie di 108 ettari. La superficie agraria e forestale viene quindi ad essere di ettari 983. La superficie essenzialmente seminativa, sapendo che il boschivo occupa 206,8 ettari, è di 776,2 Ha.

La parte seminativa è così suddivisa:

Frumento        ettari 282,8

Segale                      98,8

Trifoglio                   154,4

Granoturco              123,2

 

Patate                     117,0

Produzioni medie

 

Il rendimento del terreno coltivato dipende dalla lavorazione razionale edanche dalle condizioni atmosferiche dell'annata.

La produzione media per ettaro dal 1923 al 1928 fu di circa quintali per:

Frumento tenero   21

Avena                  17

Granoturco           15,5

Maggengo            26

Cinquantino         15

Patate               126

Cavoli                49

 

Prati                 68,5

L'anno in cui, e per la buona lavorazione del terreno e per il clima molto propizio e per la concimazione quasi gratuita data dalla Cattedra Ambulante di Agricoltura a scopo di propaganda, si ebbe maggior rendimento fu il 1941 in cui su una pertica milanese di terreno si ricavò:

 

Frumento     qli. 175

Granoturco   qli. 160

Patate         qli.   10 e più

Segale        qli.    3

 

Avena        qli.    1,5

Dai dati elencati si può fare un confronto colle medie ottenute nel quinquennio 1923 - 1928 e si vedrà che la produzione ottenuta nel 1941 ha segnalato un massimo veramente degno di plauso e che occorre perciò che la terra venga razionalmente concimata e lavorata con solerte cura.

 

 

Rotazione agraria

 

Le rotazioni agrarie più in uso sono quelle che interessano i tre prodotti principali: frumento, patate e fieno. Le rotazioni avvengono normalmente ad ogni quadriennio, in quasi tutto il territorio del comune. La rotazione è stata sospesa, in alcune zone per lasciare il posto a coltivazioni di maggior rendimento e utilità, però se ne lamenta già la cessazione.

 

In questi ultimi anni è stata segnalata la presenza di un terribile e pericoloso parassita: la dorifera, Molte sono le piante di patate che ne furono danneggiate però il Consorzio Agrario ha provveduto a distribuire vari insetticidi che sono di sicura efficacia e si crede che nella prossima produzione non si abbia più a lamentare la presenza di detto insetto a quanto asserisce il Centro di osservazione fitopatologico.

 

Irrigazione

 

Era già stato fatto un progetto d'irrigazione nel 1868 per l'elevazione delle acque del Ticino e per lo sfruttamento di quelle acque del lago di Lugano ma sinora non si è addivenuto a nulla di concreto.

 

Bestiame

 

I bovini sono in massima parte di razza "bruna delle Alpi" più o meno inquinata da sangue di sottorazze quale "l'Ossolana". Le due funzioni prevalentemente chieste ai bovini sono quella della carne (quest'ultima attraverso la produzione dei vitelli) e solo in via secondaria quella del lavoro. Ne deriva da ciò che per il miglioramento zootecnico il problema fondamentale è quello del miglioramento della vacca da latte considerata nella sua duplice attitudine di produttrice di latte e di buona madre. Le vacche da latte sono nella quasi totalità importate e da tempo immemorabile non si usa fare in provincia allevamenti di soggetti per la rimonta delle stalle, cosicché importanza minima viene attribuita al toro. Ecco i vari dati statistici dei vari censimenti bestiame avvenuti in comune:

 

 

Anno                                   1868          1881            1908          1918

Cavalli                                    96             93                54            67

Muli                                         3               2                 1              5

Asini                                      11               7                 4            17

Vacche e giovenche               229            238             308           314

Buoi da lavoro e macello        284            279             189           168

Vitelli                                     35             55               41             76

Capre e pecore                        7               2                13              4

Maiali                                   14               5                56             23

 

Scrofe                                   =               3                  7              1

Gerenzano ha un veterinario in consorzio con Saronno. Si riscontra nel bestiame bovino dei casi di Aftaepizootica molto combattuta e con metodi razionali, qualche caso di mal rossino nei maiali. Nessun caso di tubercolosi. Il latte prodotto da ogni mucca varia dai l. 10 a 20 giornalieri con un totale (escluso il periodo di parto) di qli. 25 - 30 all'anno.

 

Vi sono due mutue sanitarie per il bestiame bovino cui appartengono n° 87 famiglie.

Diffusi sono gli allevamenti della bassa corte e segnatamente l'allevamento del pollame. Questo allevamento ha carattere famigliare, ed è attuato dalle massaie per integrare coi prodotti del pollaio il bilancio della casa. La razza più diffusa è la cosiddetta "nostrana" che non è che un incrocio. Si trovano però razze estere a elevata produzione di carne, quali la Faverol e a elevata produzione di uova quale la "livornese italiana". L'allevamento del coniglio è basato quasi esclusivamente sull'allevamento di tipo famigliare.

 

Popolazione eminentemente agricola

 

La popolazione rurale vera e propria è composta da uomini anziani e donne, escluso le giovani, attirate dalle più laute paghe dell'industria; ogni famiglia ha, si può dire, dei membri agricoli e dei membri operai, così che è ben difficile indagare le vere condizioni di vita, offerte dall'industria e le vere condizioni offerte dall'agricoltura, perché in generale si vengono a compensare ed ad integrare. La popolazione rurale senza essere in ottime condizioni finanziaria vive con una certa agiatezza. Le case sono attrezzate con una certa comodità, e anche con un po' di lusso e qualche pretesa di eleganza.

 

Boschi, caccia e pesca

 

La superficie boschiva, da un attento esame, risulta che essendo di ettari 206,8 rappresenta circa un quinto di tutto il territorio. La maggior parte del boschivo è data dai cedui, la produzione del legname da opera si riduce ai minimi termini. I boschi vengono usufruiti con poco criterio di conservazione, tale da arrivare a falsare la consistenza e la natura del bosco. Il legname dà paleria per impalcature e in piccola quantità tavolame.

Unitamente ai prodotti del sottobosco, costituiti in massima parte da funghi, mughetti e fragole i contadini trovano motivo di utile svago nei boschi. La caccia infatti rappresenta un'attrattiva non solo per i contadini ma anche per gli appassionati. Esisteva una riserva di caccia con allevamento di fagiani. La guerra non ha più permesso la riserva, ma comunque si trovano ancora molte lepri, fagiani, pernici, quaglie e altri volatili. Nei giorni festivi. durante il periodo d'apertura della caccia, si vedono passare per le vie di Gerenzano cacciatori seguiti dai loro cani che allegramente si dirigono ai boschi, sicuri di ritornare col carniere non vuoto. Alcuni anni fa nel laghetto di Gerenzano si potevano pescare delle carpe e rane. Coll'inquinamento delle acque, dovuto all'incanalamento dello scarico della ditta N.I.V.E.A., si trovano solo Ciprini con gran diletto dei bimbi che ivi giornalmente si recano.

 

Ricerche Complementari

 

L'istruzione agraria è quasi esclusivamente affidata alla Cattedra ambulante di Varese, che ha effettuato conferenze, visite ad aziende agricole alle quali hanno partecipato buon numero di contadini.

 

Le conferenze ebbero il seguente tema:

 

1° Il terreno e la concimazione (concimi naturali e chimici)

2° Le concimaie e la buona tenuta del letame

 

3° L'alimentazione razionale del bestiame

 

4° Il parto della vacca e l'allevamento del vitello

 

5° La lotta contro l'aftaepizootica

 

6° La rotazione agraria

 

7° Coltura delle patate.

 

L'esito delle conferenze fu brillantissimo, si ottenne così un maggior interessamento verso i problemi agricoli ed una maggior applicazione delle norme tecniche.